3 domande a Sergio Mercuri, vicepresidente vicario di Fnaarc

3 domande a Sergio Mercuri, vicepresidente vicario di Fnaarc

Mentre il governo pensa a ulteriori strette che colpirebbero (anche) la ristorazione, abbiamo chiesto a Sergio Mercuri, 52 anni di attività nel settore food&beverage, vicepresidente vicario di Fnaarc e candidato per la lista n. 3 Enasarco del futuro, un parere sul momento delicato del settore.

  1. Quali sono i problemi del tuo settore dopo il lockdown?

Durante il lockdown, il settore alimentare ha visto la Grande distribuzione organizzata aumentare il proprio fatturato a dismisura e, al tempo, ha registrato una drammatica crisi delle piccole-medie botteghe e della ristorazione. Noi agenti di commercio, che lavoriamo soprattutto con quest’ultimi comparti, abbiamo subìto un calo del fatturato di oltre l’80%. Una perdita che, a differenza di altri settori in cui gli acquisti sono stati posticipati nel tempo, non potremmo mai recuperare! Ancora oggi, il settore della ristorazione e dei piccoli commercianti stenta a riprendersi.

  1. Proposte per rilanciare il settore?

Lo Stato dovrebbe tornare a regolamentare questo settore, che ritengo peculiare rispetto ad altri. Gli aiuti di cui si sta discutendo in questi mesi non dovrebbero essere dati “a pioggia”, ma destinati ai settori maggiormente colpiti dalla crisi: il nostro e quello del turismo.

  1. Cosa ne pensi di Enasarco?

Enasarco deve mantenere un equilibrio finanziario che le consenta di continuare a pagare le pensioni per i prossimi 50 anni. Questa è, a mio avviso, la priorità. Per fare questo, abbiamo bisogno di persone serie ai vertici della fondazione. Un secondo obiettivo, non meno prioritario, è quello di migliorare il rapporto tra Enasarco con gli agenti e le aziende, in modo tale da tornare a un dialogo corretto. I vertici dovrebbero essere espressione degli agenti e una loro forte rappresentanza dovrebbe sedere all’interno del Consiglio di Amministrazione.