L’impatto dell’e-commerce sugli agenti di commercio, la proposta di Petranzan

L’impatto dell’e-commerce sugli agenti di commercio, la proposta di Petranzan

FNAARC, primo sindacato italiano degli agenti di commercio, e Confcommercio, insieme nella lista n. 3 Enasarco del futuro candidata alle elezioni Enasarco, hanno commissionato all’istituto Format Research una ricerca sull’impatto dell’e-commerce nell’attività degli agenti di commercio, conclusa nei primi mesi del 2020 – poco prima del lockdown per l’emergenza Covid – e condotta su un campione di agenti di commercio e di imprese mandanti.

Negli ultimi 6 anni, mentre cresceva costantemente il commercio elettronico, gli agenti di commercio in attività passavano da 272.696 a 221.975 registrando una diminuzione del 12,6% pari a oltre 50.000 professionisti. Nello stesso periodo è cresciuta di oltre 2 anni l’età media degli agenti, da 46 anni e 3 mesi a 48 anni e 9 mesi.

Un fenomeno, quello dell’e-commerce, che va governato anche alla luce delle dinamiche innescate dalla pandemia Covid che ha fatto registrare un ulteriore repentino aumento delle vendite online.

Il dato emerso dalla ricerca Fnaarc – Confcommercio è di particolare importanza per la tenuta del sistema previdenziale della categoria e in particolare di Enasarco, l’ente chiamato in questi giorni al rinnovo dei vertici attraverso elezioni online. Elezioni che vedono Fnaarc e Confcommercio impegnate nella lista n. 3 Enasarco del futuro che ha tra i suoi obiettivi quello di combattere le distorsioni del mercato e quello di investire sui giovani per garantire la sostenibilità̀ di Enasarco, nell’ottica di un patto intergenerazionale tra agenti che vanno in pensione e neo agenti.

Se il numero degli agenti di commercio in attività continua a calare e la loro età media continua ad aumentare, siamo di fronte a un problema strutturale – dichiara il coordinatore della lista N. 3 Enasarco del futuro e Presidente FNAARC Alberto PetranzanUn problema che riguarda sia la sostenibilità di Enasarco e la sua capacità di garantire prestazioni e pensioni agli agenti di commercio, sia il ruolo fondamentale che gli stessi agenti svolgono per l’economia del Paese, in particolare per le PMI”.

Negli ultimi anni la crescita del commercio elettronico è stata inarrestabile e con essa lo showrooming, fenomeno che vede il negozio usato come vetrina per acquisti che vengono poi effettuati online. Il risultato è che agenti e rappresentanti di commercio, che con il proprio lavoro contribuiscono alla diffusione dei prodotti nei punti vendita, non ricavano il giusto compenso perdendo provvigioni.

“Non siamo contro l’e-commerce ma contro la disattenzione verso le implicazioni del fenomeno. Gli agenti svolgono un ruolo fondamentale per il commercio e vengono impoveriti da piattaforme internazionali. Ne derivano un danno e una ingiustizia intollerabili e a cui va posto rimedio – aggiunge PetranzanNel processo di rinnovo degli accordi economici collettivi, FNAARC si batte affinché gli agenti di commercio percepiscano le provvigioni per le vendite effettuate on-line nelle aree di loro competenza, in un’ottica integrata con le proprie aziende mandanti”.

Principali risultati della ricerca

  • Il 63,3% degli agenti che affermano di avere avuto un ruolo nelle vendite online della propria azienda mandante afferma che tale ruolo non gli viene riconosciuto economicamente.

  • Il 68,6% degli agenti ritiene che l’e-commerce mette in pericolo la sua professione.

  • Il 58,8% degli agenti ritiene che l’e-commerce stia rimpiazzando sempre più la figura dell’agente di commercio, contro il 21,7% che ritiene che l’e-commerce possa rappresentare un’opportunità.

  • Il 58,7% degli intervistati – agenti e imprese mandanti – ritengono che ridurre la quota di agenti porterebbe ad una diminuzione dei ricavi per l’impresa.

  • Secondo il 52% delle imprese mandanti l’e-commerce ha avuto un impatto sulla rete di vendita.

  • Solo il 34,7% delle imprese mandanti ritiene che l’e-commerce e internet in generale rappresentino un’opportunità per gli agenti di commercio.

  • Solo l’11% delle imprese ritiene che in un prossimo futuro le reti di vendita possano essere sostituite completamente dall’e-commerce.